Rapporto di valutazione del Progetto “È
successo”
Cofinanziato dalla
Regione Veneto (Art. 57 della L. 1/04)
Lo svolgimento del progetto
Il progetto è stato ritarato sulle risorse finanziarie effettivamente ottenute, che sono state del 28% rispetto alla richiesta. Tale ritaratura ha comportato alcune rinunce in termini di estensione, ma non ha modificato sostanzialmente l’impianto dell’intervento, che è rimasto fedele agli obiettivi programmati.
Sono state coinvolte 15 scuole dell’infanzia, di cui una paritaria, dei distretti del Bellunese, del Feltrino e dell’Agordino per un totale di 25 insegnanti.
Tali insegnanti hanno partecipato alla fase di formazione iniziale e successivamente sono state coinvolte nelle fasi successive di osservazione, valutazione, approfondimento e confronto metodologico-didattico con le psicopedagogiste esperte.
Il progetto ha interessato 268 bambini di 5 anni nella fase osservativa affidata alle insegnanti. Per 30 di questi è emerso un possibile rischio e pertanto sono entrati nella fase di approfondimento condotta dalle psicopedagogiste. Per 14 di questi è emersa una reale necessità di intervento e quindi sono state concordate con le insegnanti specifiche attività, da svolgere nel normale contesto scolastico e rivolte a tutti i bambini con e senza difficoltà, finalizzate a ridurre le difficoltà riscontrate e a potenziare quanti tali difficoltà non presentavano. Per due di questi 14 bambini è parso necessario suggerire un invio ai servizi delle ULSS per approfondimento clinico.
Commenti
Dalla documentazione prodotta e dal monitoraggio del progetto emerge che è stato seguito un chiaro protocollo di azione consistente in:
Tale procedura sembra costituire un ottimo esempio di come possa essere affrontato precocemente il problema del disagio scolastico in maniera efficace ed economica.
È noto infatti in letteratura che la probabilità di successo degli interventi in questo ambito aumenta quanto più tali interventi sono precoci e quanto più essi sono mirati e specifici.
La procedura si configura come uno screening sequenziale in cui la prima fase, affidata alle insegnanti, permette di individuare un sottogruppo della popolazione in cui sono presenti con maggiore probabilità situazioni a rischio, consentendo al personale qualificato di concentrarsi su questo ultimo. Tale fase può però presentare sia falsi negativi che falsi positivi. La scelta di uno strumento osservativo standardizzato di validità nota permette di ridurre almeno in parte i primi, mentre il successivo approfondimento con ulteriori prove oggettive permette di ridurre significativamente i secondi. Il finalizzare l’intero percorso ad un intervento mirato, condiviso con le docenti, e da effettuarsi con tutti i bambini, qualifica l’azione nei termini di una reale integrazione e dell’evitamento di qualsiasi forma di stigmatizzazione o discriminazione.
Infine la precocità dell’individuazione delle eventuali problematiche prima che esse si strutturino permette un intervento mirato sul piano metodologico-didattico nella normale situazione scolastica, riducendo in tal modo la probabilità che in futuro sia necessario l’invio ai servizi socio-sanitari.
La coerenza del progetto e della sua attuazione con gli obiettivi dichiarati risulta da tutto ciò evidente.
Il gradimento da parte dei partecipanti
Al termine del progetto l’organizzazione ha proceduto a somministrare ai docenti partecipanti un questionario di valutazione. Tale questionario indagava i seguenti aspetti:
Inoltre il questionario forniva spazio per suggerimenti e proposte.
I risultati delle valutazioni sono di seguito riportati in forma grafica.
Come valuta l’efficacia della formazione offerta nella sua pratica
didattica?
Il giudizio riguarda l’unico incontro strettamente di formazione avvenuto il 19 febbraio centrato sul significato dell’osservazione e sulla presentazione del questionario osservativi IPDA.
Il 68,2 % ritiene che l’incontro sia stato abbastanza efficace nel senso che ha stimolato il corsista a modificare alcuni aspetti della pratica didattica dopo aver acquisito nuove ulteriori informazioni. Il rimanente 31,8% ritiene che l’intervento sia stato efficace o molto efficace nel senso che ha stimolato una sostanziale modifica della pratica didattica. Nessuno dei partecipanti ha ritenuto inefficace l’intervento.

Come valuta l’utilità degli strumenti offerti dal Progetto?
Nessun partecipante ritiene inutile e/o difficile l’uso del questionario IPDA e dei materiali operativi forniti dagli psicopedagogisti e solo l’8% li ritiene utili solo in parte. La maggior parte li ritiene abbastanza utili e facili da impiegare nella pratica didattica (58,3%) e il rimante 20,8% utili o addirittura molto utili.

Come valuta l’utilità degli interventi effettuati dagli psicopedagogisti ?
Nessun corsista è insoddisfatto degli interventi. La grande maggioranza è soddisfatta (32%) o molto soddisfatta (40%) dell’utilità delle indicazioni fornite agli insegnanti. Solo un 8% si ritiene parzialmente soddisfatto.

Come valuta la qualità generale dell’iniziativa?
Il 72% dei partecipanti è rimasto soddisfatto (60%) o molto soddisfatto(12%) del progetto nel suo complesso, mentre il rimanente 28% dichiara gradi di soddisfazione inferiori ma mai negativi.

Se ci fosse la possibilità di riproporre
l’iniziativa, vi aderirebbe nuovamente?
Tutti i corsisti aderirebbero ad una riproposizione del progetto. Il 12%, però, condiziona la sua partecipazione ad una più ampia disponibilità di intervento e colloquio con gli psicopeagogisti.

Conclusioni
L’insieme delle osservazioni e dei dati raccolti indicano che il progetto si è attuato nel pieno rispetto degli obiettivi dichiarati.
L’intera conduzione del progetto mostra un mai espresso esplicitamente, ma sempre presente, riferimento a quanto la letteratura scientifica indica come linee guida nel campo della prevenzione e dell’intervento coniugato con un’attenzione organizzativa che ha reso efficace ed efficiente l’azione sia in termini formativi che di intervento sugli alunni e sulle famiglie.
In conclusione si ritiene che quanto svolto possa costituire una buona pratica da diffondere e sostenere nel territorio e, pur non essendo compito dello scrivente valutare la qualità del progetto, (già valutata dagli organi competenti in sede di finanziamento), non ci si può esimere dal segnalare la capacità mostrata dal progettista nel costruire un modello scientificamente fondato e implementabile concretamente con un impiego di risorse non certo abbondanti e, non ultimo, con un alto grado di soddisfazione professionale da parte dei docenti partecipanti.
Belluno,