| Introduzione al corso Le proposte
presentate nel corso esplicitano le scelte adottate dai gruppi di studio
costituiti dal Ministero dell'Istruzione. sia in preparazione delle
Indicazioni Nazionali per la personalizzazione delle Attivitą Educative,
PPAE, (Modulo 3, unitą 2) nella scuola dell'infanzia e dei <Piani di Studio
Personalizzati>, PSP, (Modulo 3. Unitą 4 e slide 5, Modulo 0) negli altri
gradi di scuola, sia in preparazione delle Raccomandazioni (Modulo 3, unitą
3) che accompagnano l'attuazione di tali Indicazioni nazionali.
La parola chiave del corso č personalizzazione. Pertanto tutta
l'esposizione:
" darą risalto a uno dei cardini che, nel nuovo quadro riformatore,
realizzano la personalizzazione, quello della <flessibilitą> dei Piani di
Studio
" preciserą le ragioni per cui č compito istituzionale del sistema educativo
di istruzione e di formazione promuovere lo sviluppo della persona umana
attraverso la personalizzazione dei percorsi del processo di
apprendimento-insegnamento.
Obiettivi
Gli obiettivi del corso sono:
" chiarire il significato attribuito, nella riforma, ad alcuni concetti
chiave del lessico pedagogico ricorrenti nei dibattiti condotti in questi
ultimi anni;
" dare evidenza al fatto che il Profilo Educativo, Culturale e Professionale
(Pecup, Modulo 3, unitą 1 e slide 1,2,3,4) in uscita dal Primo ciclo (scuola
dell'infanzia, primaria, secondaria di I grado) e dal Secondo ciclo (sistema
dei Licei e sistema dell'Istruzione e della Formazione) č l'asse intorno al
quale si organizzano i Piani di Studio Personalizzati;
" rendere espliciti e familiari modi e strategie per la realizzazione dei
PPAE, e dei PSP, Documenti locali (di scuola), di processo, che mettano al
centro del processo educativo i bambini e le bambine, gli studenti e le
studentesse , nel rispetto della libertą di scelta della famiglia e in
attuazione dell'autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni
scolastiche, art. 4. Dpr. <275/1999>
" impadronirsi delle nuove dimensioni che caratterizzano i diversi gradi di
scuola
attraverso queste consapevolezze, fornire alle istituzioni scolastiche che
hanno gią cominciato a sperimentare le linee della riforma i materiali
concettuali per mettere a fuoco le ipotesi teoriche da verificare
nell'esperienza.
Successivamente si useranno soltanto i sostantivi 'bambino',
'bambini', 'fanciullo', 'fanciulli', 'ragazzo', 'ragazzi' oppure 'allievo',
allievi', 'studente', 'studenti'. Essi si riferiscono al "tipo" persona, al
di lą delle differenze tra maschi e femmine che ogni docente č tenuto,
invece, a considerare con la dovuta attenzione nella concreta azione
educativa e didattica. |
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