INDICE
1. Prospettive di sviluppo dell’istruzione e della formazione
2. I CTP a Belluno
3. Istituti scolastici della provincia con corsi serali
4. Criteri di assegnazione delle risorse, anno 2006/07
5. La realtà dell’università bellunese degli adulti e degli anziani
6. Segnalazioni
1.
Prospettive di sviluppo dell’istruzione e della formazione
Le
analisi dei processi di trasformazione del sistema di istruzione e formazione
italiano, che fanno in particolare riferimento al decollo dell’autonomia
scolastica, secondo il dettato della riforma introdotta dalla legge 59 del
1997, non possono non tener conto del contesto più generale di ordine europeo
e internazionale.
L’Unesco, che in seno all’Onu ha il compito specifico di favorire lo sviluppo
dell’istruzione, della cultura e della scienza nel mondo, ha ufficialmente
lanciato, il 13 febbraio 2003, il “Decennio delle Nazioni Unite per l’alfabetizzazione,
l’istruzione per tutti, 2003/2012”. Si tratta di una autentica sfida che è
tanto temeraria quanto allarmanti sono i dati che l’hanno provocata:
1. oggi circa 861 milioni di persone adulte- di cui due terzi donne- sono
completamente analfabeti;
2. 113 milioni di bambini non hanno accesso al sistema di istruzione e un
numero imprecisato di giovani non riesce a completare il ciclo di scolarità
obbligatoria e abbandona gli studi.
Le aree più colpite da tali fenomeni sono l’Africa subsahariana, l’Asia del
Sud e l’America latina, spesso funestate da guerre endemiche e da regimi
dittatoriali.
Se le politiche mondiali non interverranno in modo brusco e repentino in
maniera da introdurre progetti e attività di contrasto a tali fenomeni di
degenerazione globale del capitale umano, si stima che nel 2010 un adulto su
sei sarà analfabeta.
Già la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1949) ha sancito più di
mezzo secolo fa, che l’alfabetizzazione è un diritto dell’uomo. L’obiettivo
perseguito dal direttore generale dell’Unesco, Koichiro Matsuura, con il nuovo
programma decennale è quello di aumentare del 50% il livello di
alfabetizzazione nei 79 paesi più colpiti, intervenendo in primo luogo sulle
comunità locali, con programmi di attivazione di processi di formazione che
col tempo dovrebbero essere autogestiti localmente. Il programma
“Alfabetizzazione per tutti” non si limita ad essere una campagna di
sensibilizzazione, quanto un progetto concreto che intende costruire una rete
capillare di competenze e professionalità con il concorso delle autorità
locali, che funga da fondamento per una azione di alfabetizzazione progressiva
e di lunga durata.
Gli obiettivi che “Il decennio delle Nazioni Unite per l’alfabetizzazione” si
pone sono gli stessi fissati nel rapporto finale del “Forum mondial sur l’éducation”,
tenutosi a Dakar nel 2000:
- sviluppare
e migliorare l’istruzione nella prima infanzia, proteggendo in particolar
modo i bambini più vulnerabili e svantaggiati;
- fare in
modo che entro il 2015 tutti i bambini e le bambine possano accedere alla
scuola primaria portando a termine il ciclo di studi;
- rispondere
ai bisogni educativi di tutti i giovani, assicurando un accesso equo a
programmi adeguati che favoriscano l’acquisizione di conoscenze e competenze
necessarie per la vita quotidiana e professionale;
- migliorare
del 50% il tasso d’alfabetizzazione degli adulti, in particolare delle
donne, assicurando non soltanto l’istruzione di base ma anche quella
permanente;
- eliminare
la disparità tra i sessi, affinché le ragazze possano avere le stesse
opportunità formative dei ragazzi;
- migliorare
la qualità dell’istruzione al fine di ottenere risultati quantificabili e
verificabili in particolare per quanto attiene alla lettura, alla scrittura,
al calcolo e alle competenze indispensabili per la vita quotidiana.
Il programma dell’Unesco si rivolge anche a tutte le minoranze etniche e
linguistiche, ai migranti, ai rifugiati, ai disabili e agli anziani, a tutte
le cosiddette fasce deboli, per le quali sono previste attenzioni particolari.
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1.1. Scuola aperta al territorio
Il Consiglio di Lisbona (marzo 2000) rappresenta una tappa decisiva nel
contesto dell’attuale processo di trasformazione sociale, politica, economica
e culturale europea. Nell’ambito delle conclusioni si è affermato che
“L’Europa è indiscutibilmente entrata nell’era della conoscenza”, assumendo
tale espressione come paradigma dell’epoca contemporanea.
Nella società della conoscenza i processi di investimento nel capitale umano
vengono pertanto a rappresentare l’obiettivo principale della politica
sociale ed economica, e la quantità e qualità dello stesso vengono a
rappresentare il gap di differenziazione tra uno stato e l’altro, o tra le
imprese che si confrontano inevitabilmente in contesti di carattere
internazionale.
Nella società della conoscenza è determinante per ogni cittadino, di ogni età,
la capacità di acquisire conoscenze, abilità, competenze, informazioni
aggiornate tali da renderlo cittadino attivo, produttivamente inserito nei
flussi degli scambi interrelazionali, sia nel contesto della vita personale,
che in quello della vita pubblica, entro la quale si esplica la sua
personalità lavorativo-professionale.
Se il diritto-dovere di cittadinanza attiva deve potersi esercitare lungo
l’intero arco della vita, altrettanto deve essere favorito e incrementato il
processo di educazione, istruzione e formazione del singolo uomo.
Viene ad essere pertanto superata la visione secondo la quale il periodo in
cui un individuo apprende debba essere relegato in una fase ben circostanziata
e limitata della sua esistenza.
La sollecitazione continua ad apprendere è finalizzata all’innalzamento della
qualità della vita, che comporta una maggiore consapevolezza del proprio
essere al mondo e quindi un incremento della propria dimensione di libertà e
autonomia.
Con queste premesse l’attività dei CTP (centri territoriali permanenti)
introdotta in Italia dell’O.M. 455/1997 assume un ruolo propulsore decisivo.
L’educazione dell’intera società viene a rappresentare uno dei pilastri
principali, se non quello essenziale, che regge tutto il processo di
costruzione della nuova identità europea.
Dal punto di vista normativo va ricordato l’Accordo tra Governo, Regioni,
Province, Comuni e Comunità montane, sottoscritto nella Conferenza unificata
del 2 marzo 2000, con il quale si sottolinea la promozione di un nuovo sistema
integrato per realizzare una sinergia tra quanti operano nel settore
dell’educazione degli adulti, ai sensi del D.lgs.112/98.
In particolare in tale documento
si fa riferimento al ruolo della Provincia, la quale, fra l’altro:
- concorre
con la Regione alla definizione delle scelte di programmazione in tema di
educazione degli adulti;
- predispone
le linee generali per la programmazione territoriale, con particolare
riferimento alla definizione del quadro complessivo delle risorse
disponibili su scala provinciale;
- programma i
servizi di informazione e pubblicizzazione di interesse sovracomunale;
- collabora
al monitoraggio del sistema a livello provinciale sulla base delle
indicazioni ricevute dal livello regionale.
Per
quanto riguarda il ruolo attribuito ai Comuni e alle Comunità montane, da
rilevare il compito di istituire i Comitati locali, d’intesa con gli uffici
scolastici territoriali, con gli altri soggetti istituzionali e con le parti
sociali.
Essi hanno sostituito, a partire dall’anno 2000, i Comitati provinciali per
l’educazione degli adulti previsti dall’O.M. 455/1997. Il fine che si persegue
è quello di coordinare e mettere in rete i vari segmenti del processo
dell’offerta formativa che viene promosso e realizzato con il concorso di
soggetti pubblici e privati e con l’adozione di comuni strumenti di
informazione per la popolazione.
La successiva Direttiva n. 22 del 6 febbraio 2001 ha per oggetto le linee
guida per l’attuazione dell’ Accordo nel sistema di istruzione e formazione.
1.2 La realtà dell’educazione degli adulti
in provincia
Il sistema scolastico bellunese è attualmente formato da 49
istituti statali e 7 paritari, con un totale di 28.453 studenti a cui vanno
sommati gli utenti che frequentano i Centri Territoriali Permanenti per
l’educazione degli adulti e gli Istituti superiore che offrono corsi per
adulti.
I Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti promuovono
percorsi per l’acquisizione del titolo di studio (licenza media), per l’alfabetizzazione
funzionale e culturale.
Nella provincia tali Centri sono tre, ubicati a Belluno, a Pieve di Cadore e
a Quero, e vista l’orografia del territorio bellunese andrebbero
potenziati con l’ istituzione di un ulteriore Centro nella zona dell’Agordino.
Nell’ambito dell’educazione e formazione degli adulti, si deve inoltre tener
conto delle offerte promosse dagli istituti scolastici superiori.
Sono tre le scuole che da alcuni anni hanno attivato corsi serali
professionalizzanti e finalizzati al conseguimento di un diploma superiore:
due di esse si ritrovano nel capoluogo di provincia ( l’ Istituto
professionale “Catullo” e l’ Istituto tecnico industriale “Segato”) e una a
Feltre (l’Istituto tecnico per geometri “Forcellini”).
L’offerta formativa relativa al conseguimento di un diploma è abbastanza
limitata sia in relazione alla vastità del territorio provinciale, sia in
relazione alla tipologia dell’offerta, quasi solo tecnica, e per cui non
sempre appetibile per l’utenza.
A. Quadro normativo
di riferimento
Art.1: istituzione dei centri territoriali
permanenti
Oggetto: Accordo tra Governo, regioni, province,
comuni e comunità montane per riorganizzare e potenziare l’educazione degli
adulti
punto 6: ...i centri svolgono attività di
accoglienza, ascolto e orientamento; di alfabetizzazione primaria funzionale e
di ritorno, anche finalizzata ad un eventuale accesso ai livelli superiori di
istruzione e di formazione professionale; di apprendimento della lingua e dei
linguaggi; di sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi
specifici…
B. 3 Centri nella provincia di Belluno su
46 del Veneto
1. Belluno Scuola Media “Nievo”
2. Pieve di Cadore Istituto Comprensivo di Pieve di Cadore
3. Quero Istituto Comprensivo di Quero
CTP di Belluno
I fronti nei quali il Ctp si trova ad operare
si sono moltiplicati anche grazie alle numerose e accresciute collaborazioni
con enti locali e istituzioni scolastiche. La scuola ha aperto le sue porte
anche la domenica, grazie al progetto di incontri etnici nato in
collaborazione con il Comune; d’altro lato l’intervento didattico
pomeridiano si è spinto fino al sostegno degli studenti stranieri inseriti
nelle scuole superiori, all’interno di una operazione (“Oltre la scuola
dell’obbligo”) che ha visto il Ctp partner della Provincia. Un sito internet
(www.bellunoxstranieri.it)
e una piccola biblioteca multiculturale in rete sono il risultato della
sinergia che ha appaiato il Ctp alla Regione Veneto, che ha riconosciuto
vincitore per tre anni consecutivi il Centro territoriale di un concorso per
la cittadinanza attiva.
L’attività didattica vede impegnati i docenti in corsi per il conseguimento
della licenza media, ma anche nell’organizzazione di laboratori pratici e
corsi di lingue e di informatica. Collaborazioni con enti esterni hanno
portato a consolidare il legame con l’Università degli stranieri di Siena,
che monitora i corsi Cils (italiano come lingua II) attivati su 4 livelli,
mentre per il terzo anno è possibile la certificazione dei livelli di
inglese attraverso la Trinity School di Dublino. Per completare il quadro
delle attività del Ctp manca, una delle realtà più delicate e fondamentali
che fanno la vita quotidiana degli insegnanti e della didattica della nostra
scuola: il carcere.
CTP di Pieve di Cadore
Nell’anno scolastico 2005/2006 sono stati attivati numerosi
corsi per adulti, tenendo conto delle aspettative e delle richieste
dell’utenza locale, sia italiana che straniera.
Per quanto riguarda il corso per il conseguimento della licenza media, sono
stati attivati corsi in due sedi: Pieve di Cadore e San Pietro di Cadore,
per un totale di una trentina di corsisti frequentanti. I corsisti erano
quasi tutti italiani e l’età degli iscritti va dai 15 ai 73 anni, con una
fascia prevalente di quarantenni.
Nella sede di Pieve, oltre ai già citati corsi di alfabetizzazione per
stranieri e di licenza media, sono stati tenuti 2 corsi di lingua inglese,
uno di primo livello e uno di secondo.
Sono stati attivati anche un corso di primo livello ed un corso di secondo
livello di lingua spagnola, e causa la ristrutturazione dell’aula di
informatica, si è tenuto un solo corso di primo livello. Da rimarcare il
tradizionale corso di ceramica che da tempo raccoglie adesioni in tutta la
zona.
Nella sede di Cortina è stato attivato un corso di tedesco di I livello:
vista la vicinanza con i confini austriaci il corso raccoglie oramai da
tempo un discreto numero di iscritti e nella sede di San Pietro, oltre al
già citato corso di licenza media, sono stati tenuti un corso di secondo
livello di lingua inglese, un corso di lingua russa, attivato nella sede di
Presenaio.
Oltre ai corsi di lingua, la sede di San Pietro ha attivato anche un corso
di informatica di primo livello e un corso di fotografia digitale nella sede
di Sappada.
CTP di Quero
L’offerta formativa prevede ogni anno due corsi di Licenza media serale con
sede a Feltre e a Quero, vari corsi modulari di lingue straniere e di
informatica in diversi comuni del feltrino e corsi annuali di lingua e
cultura italiana per stranieri.
Nel corso degli anni le attività di insegnamento della lingua italiana sono
state ampliate e approfondite per tener conto di una realtà migratoria
sempre più complessa.
In particolare due sono stati i campi di intervento su cui il Centro ha
posto maggior attenzione: l'accoglienza e l'accompagnamento degli adulti
immigrati attraverso un progetto di “conoscenza del territorio” che si
svolge da settembre a gennaio come completamento dei corsi regolari di
lingua italiana e la progettualità di interventi di accompagnamento degli
alunni stranieri presenti nelle scuole, in collaborazione con gli istituti
scolastici del feltrino e le Amministrazioni Comunali.
A partire dall'anno scolastico 2005-2006 è stata stipulata una
Convenzione di rete con il coinvolgimento di sei istituzioni scolastiche
di scuola primaria e secondaria di primo grado della zona. L'accordo di rete
stipulato prevede che le scuole
promuovano azioni congiunte per favorire l’integrazione degli alunni e per
mettere in comune le buone pratiche, prevedendo anche la collaborazione con
gli Enti Locali e le associazioni. Per il raggiungimento degli obiettivi è
stato istituito un gruppo di lavoro composto da dieci docenti delle scuole e
tre esperti esterni con esperienza nella didattica dell’italiano come L2 e
sono stati attivati due corsi di lingua italiana di 40/50 ore ciascuno in
ogni scuola.
2.1
L’offerta formativa, relativa ai CTP,
dell’ anno 2005/06
Dati
provinciali
riassuntivi
|
PERSONALE e SEDI
|
n |
|
1.
Docenti in organico |
18 |
|
2.
Docenti con contratto di prestazione occasionale |
24 |
|
3.
Assistenti Amministrativi |
3 |
|
4.
Collaboratori Scolastici |
5 |
|
5. Sedi
istituzionali (scuole e locali concessi da
enti locali) |
14 |
|
6. Sedi
non istituzionali (parrocchie, sedi di
associazioni, locali messi a disposizione da ditte private) |
/ |
|
7. Sedi
in carcere, comunità terapeutiche x tossicodipendenti,
centri x disabili, centri di salute mentale, case di riposo |
1 |
|
RISORSE
FINANZIARIE |
% |
|
1.
Amministrazione scolastica |
58.25 |
|
2.
Contributi iscritti corsi |
19.77 |
|
3. Enti
pubblici (progetti Regione, Provincia, ……) |
21.98 |
|
4. Enti
privati |
/ |
|
TIPOLOGIA CORSI
|
n. corsi |
n. iscritti |
|
1.
Alfabetizzazione linguistica |
7 |
435 |
|
2.
Licenza media |
6 |
113 |
|
3.
Informatica |
33 |
513 |
|
4.
Lingue straniere: |
|
|
| Inglese |
38 |
653 |
| Spagnolo |
13 |
213 |
| Tedesco |
5 |
82 |
| Francese |
2 |
33 |
| Arabo |
3 |
35 |
| Cinese |
3 |
46 |
|
Russo |
1 |
10 |
|
5.
Cultura generale ed Educazione permanente |
|
|
| Scrittura
creativa |
1 |
18 |
|
Laboratorio Lana cotta |
1 |
8 |
|
Laboratorio Acquerello |
1 |
12 |
|
Laboratorio Pittura su Legno |
3 |
44 |
|
Laboratorio Gioielli etnici |
1 |
17 |
|
Laboratorio di Ceramica |
1 |
16 |
|
Laboratorio di
Fotografia digitale |
1 |
15 |
| Corso per
donne straniere |
1 |
9 |
| Corso per
genitori |
3 |
81 |
| Corso di
ricamo |
3 |
38 |
| Progetto
“Conoscere per orientarsi” |
2 |
33 |
| Cineforum
– neorealismo |
1 |
8 |
|
ISCRITTI |
n. |
|
1.
Iscritti (persone fisiche) |
1855 |
|
2.
Iscritti italiani |
1293 |
|
3.
Iscritti stranieri |
562 |
3.
Gli istituti Superiori a Belluno
Istituto tecnico industriale “G. SEGATO” Belluno
L’esperienza dei corsi per adulti dell’Istituto
tecnico industriale “Segato” di Belluno inizia nell’anno scolastico
2003-2004.
L’organizzazione dei corsi ha seguito le linee guida del “Progetto Sirio”;
un progetto nazionale per l’educazione degli adulti che definisce
specializzazioni, quadri orari e altri criteri organizzativi. In particolare
si è fatto riferimento alle applicazioni del progetto nelle regioni del
Lazio e del Piemonte.
Le caratteristiche fondamentali dei corsi del “Progetto Sirio” sono la
modularità nell’organizzazione didattica di ogni disciplina e la
valorizzazione delle competenze acquisite dagli utenti in altri corsi oppure
in ambito professionale. Nel corso del corrente anno scolastico 2005-2006
l’articolazione dei corsi è stata piuttosto varia: un “monoennio”, una
classe terza articolata su 4 specializzazioni e una classe quarta articolata
su 2 specializzazioni.
Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici “T.CATULLO”
Belluno
A partire dall’anno scolastico 2001-2002 è stato
attivato un corso serale per il conseguimento del diploma di Operatore
della Gestione Aziendale e Tecnico della Gestione Aziendale.
Nell’anno scolastico 2003/2004, considerato l’esiguo numero di iscrizioni ,
non sufficienti per attivare una nuova classe ad indirizzo aziendale, si è
pensato, dopo un attento esame delle esigenze del territorio, di chiedere
alla Provincia l’attivazione del corso serale ad indirizzo sociale, che in
effetti ha riscosso interesse.
Attualmente il corso serale dell’Istituto “Catullo” è ad indirizzo sociale,
è funzionale alla formazione di “Operatori e Tecnici dei Servizi Sociali”
e consente l’inserimento lavorativo in Ospedale, Casa di Riposo, Assistenza
domiciliare, Assistenza anziani e persone diversamente abili, Asilo Nido e
Cooperative Sociali.
Due sono le classi attivate per l’anno scolastico 2005/2006: il 1° livello
(corrispondente circa alle classi I-II del corso diurno) e il 2° livello
(corrispondente circa alla classe III del corso diurno).
Al termine del 2° livello si consegue, analogamente al corso diurno, il
diploma di qualifica di Operatore dei Servizi Sociali; nel quarto e
quinto anno, all’interno della terza area di professionalizzazione, si
consegue il diploma di specializzazione di Operatore Socio-sanitario
o quello di Esperto in attività ludico-espressive. Al termine del
percorso quinquennale (della durata, per il corso serale, di quattro anni) i
corsisti conseguono il diploma di stato di Tecnico dei Servizi Sociali.
Istituto tecnico per geometri “E. FORCELLINI” Feltre
Facendo riferimento all'esperienza consolidata
di una didattica finalizzata a progetti di tipo professionale per
committenti esterni, arricchita dalla costante pratica dello stage
formativo, nel 2003 l’Istituto ha presentato alla Provincia il progetto di
istituzione di un corso serale per geometri, basato sul progetto Sirio.
Ottenuta l’approvazione, nel febbraio 2004 si sono raccolte le iscrizioni ,
provenienti principalmente dall’area del feltrino e dalla Valbelluna, fino a
toccare zone non ipotizzabili come Longarone e nell’a.s. 2004/05 è partita
regolarmente una classe terza . Nell’anno scolastico in corso funzionano 3
classi , un monoennio, una terza e una quarta.
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4 Criteri di
assegnazione delle risorse, anno 2006/07
Da una analisi delle risorse
erogate nell’ultimo triennio per l’Educazione degli Adulti, in base alla
Legge 440/97, si può notare come quesi fondi siano sensibilmente diminuiti
sia per i CC.TT.PP. che per i CORSI SERALI,. La riduzione è di circa il 20%
rispetto allo scorso anno scolastico e addirittura del 50% rispetto a due
anni fa.
Viste l’ entità delle risorse
messe a disposizione per i CORSI SERALI per quest’anno scolastico, e
ritenendo queste sufficienti solo per le spese generali di andamento dei
corsi, non sono stati adottati particolari criteri di suddivisione e
pertanto l’importo di € 4.449,01 assegnato a Belluno è stato
ripartito in parti uguali tra le tre scuole della provincia che
effettuano corsi serali.
RIPARTIZIONE RISORSE CORSI SERALI
|
Ist. Scolastica |
Importo |
|
I.P.C. “Catullo” |
1483,00 |
|
I.T.I. “Segato” |
1483,00 |
|
I.T.G. “Forcellini” |
1483,01 |
|
|
Totale
4.449,01 |
Per quanto riguarda la
ripartizione dei fondi ai CC.TT.PP. sono stati adottati i seguenti criteri:
-
il 50% dell’importo rimasto ( €
31.247,40) in parti uguali ai 3 CTP,
-
di considerare la scuola carceraria con
un valore pari ai 2/3 di un CTP,
-
di ripartire il rimanente 50% in base al
numero degli utenti, calcolato al 31.08.2006 come già segnalato dai
singoli CTP,
-
di lasciare all’USP € 1.000,00 per le
spese di cancelleria
RIPARTIZIONE RISORSE CTP A.S. 2006/07
|
CTP |
n. utenti |
Contr. spese |
Carcere |
Parti uguali |
50% utenti |
Totale |
|
Belluno |
1117 |
|
2.840,67 |
4.261,01 |
9.407,91 |
16.509,58 |
|
Quero |
502 |
|
|
4.261,01 |
4.228,09 |
8.489,10 |
|
Pieve di Cado |
236 |
|
|
4.261,01 |
1987,71 |
6.248,72 |
|
USP |
|
1.000,00 |
|
|
|
1.000,00 |
|
Totale |
1855 |
1.000,00 |
2.840,67 |
12.783,03 |
1.5623,70 |
32.247,40 |
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5. La realtà dell’università bellunese degli adulti e degli anziani
Nella
provincia di Belluno l’offerta formativa per gli adulti/anziani/terza età si
articola in due settori: l’università per gli adulti/anziani e l’università
popolare della terza età. L’università per gli adulti/anziani è attiva sul
territorio dal 1984. Ha recentemente festeggiato i venti anni. E’ presieduta
da don Attilio Menia Cadore e la sede principale della segreteria e delle
attività formative è il Centro Giovanni XXIII di Belluno.
9 Sezioni: Belluno, Feltre, Cadore, Agordo, Zumellese, Comelico/Sappada,
Ampezzo/Oltrechiusa, Destra Piave, Cismon Bellunese.
In questi anni l’università è passata : da 1 a 9 sezioni , da 120 a 1061
corsisti, da 8 a 90 corsi, seminari, laboratori.
Obiettivo: “Aiutare i partecipanti, mediante un’attività culturale, a
ritrovare fiducia nelle proprie capacità intellettuali per una partecipazione
attiva nella famiglia, nella società e nel territorio” don Attilio Menia
Cadore
L’università popolare della terza età è un’espressione della CGIL. E’ attiva
dal 1992. E’ presieduta dall’avv. Giorgio Granzotto. A Belluno le attività si
svolgono nella sede del liceo classico “Tiziano”. Gli iscritti sono circa 400.
6 Sezioni: Belluno, Alpago, Domegge di Cadore, Feltre, Lentiai, Ponte nelle
Alpi. (Clicca qui per tornare
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