MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DIREZIONE SCOLASTICA REGIONALE PER IL VENETO

CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI DI BELLUNO

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PIANO NAZIONALE DI FORMAZIONE TIC

giugno 2003

 

 

ANDAMENTO DEI CORSI TIC DI TIPO A

 

Analisi della situazione delle aule

 

a)      corsi e corsisti

 

In provincia sono stati attivati tutti e 29 i corsi assegnati, distribuiti su 12 sedi, per un totale di 609 iscritti a fronte dei 548 previsti, con un aumento di 61 iscritti tra il momento della programmazione degli interventi sulla base delle adesioni e quello dell'avvio dei corsi. Questo fenomeno in parte può essere spiegato come conseguenza della gestione centralizzata delle iscrizioni legata alle scelte individuali e quindi non governabile. In effetti la modalità scelta, che assegnava la massima libertà e discrezionalità ai discenti, non ha permesso di garantire gruppi numericamente ovunque uniformi e ha portato alla concentrazione di discenti nelle sedi di Belluno e di Feltre con il rischio di non raggiungere, in altre sedi, i numeri soglia previsti per l’attivazione dei corsi. Non essendovi la disponibilità di strutture che consentissero di spostare tali corsi nei capoluoghi e per evitare di escludere un numero consistente di docenti dall’opportunità formativa è stato necessario perciò ammettere alcune “riserve” con il conseguente aumento del numero totale dei corsisti.

 

In questo modo le aule sono risultate costituite da un minimo di 15 (1 corso – sede di Cortina d’Ampezzo) ad un massimo di 25 discenti (4 sedi di Feltre e Belluno) con una media di 21 corsisti ciascuna, cui corrispondono complessivamente 1,08 corsisti per PC (TAV. 1) e solo in 12 corsi su 29 il numero di PC disponibili, compresi quelli acquistati con i fondi ex C.M. 152 assegnati a questo Ufficio, è risultato sufficiente rispetto al numero dei corsisti.

 

Va anche detto che l’Ufficio provinciale aveva provveduto a suo tempo a raccomandare una distribuzione più funzionale dei corsisti suggerendo anche soluzioni che consentissero la costituzione di gruppi omogenei per grado scolare, ma la “filosofia” scelta dall’INVALSI per le iscrizioni ha in gran parte vanificato tali sforzi. In effetti solo 10 corsi su 29 sono costituiti da docenti che nella quasi totalità appartengono allo stesso grado scolare e a questo si aggiunge la disomogeneità delle competenze di partenza. Questi due fattori, strettamente legati alla modalità di costituzione delle aule, sono considerati i più penalizzanti tra quelli elencati dai tutor come particolarmente sfavorevoli.

 

Un altro elemento interessante è costituito dalla distribuzione su corsi diversi dei docenti di una stessa scuola (TAV. 2), fatto che non consente la trattazione dei 7 moduli didattici, che riprenderanno a settembre, in una logica di progettualità comune da spendere poi all’interno del proprio istituto.

 

Da un punto di vista più squisitamente numerico va invece rilevata la consistenza percentuale dei docenti iscritti per ogni istituto riportata in Tav. 3, è evidente che rispetto alle prescrizioni che rispettavano, in genere, la quota del 20%-25%, vi è stata una presenza di iscritti effettivi che varia dal 10 al 50% del personale di ruolo delle singole scuole, denunciando come il sistema abbia in questo modo perso il controllo della situazione non riuscendo a distribuire equamente i posti resisi disponibili.

Per quanto riguarda la distribuzione dei corsisti in base al grado scolare si può osservare come circa la metà di questi appartengano ai ruoli della scuola elementare. Confrontando il dato con il numero dei docenti di scuola primaria di ruolo si osserva che frequenta il corso circa il 30% dei docenti di scuola primaria, mentre questa percentuale cala al 24% nella secondaria di 1° grado, al 20% nel 2° grado e al 17% alla scuola dell'infanzia.

 

b) moduli attivati

Le informazioni fornite dai direttori dei corsi non consentono di avere un quadro attendibile dei moduli richiesti dai corsisti (TAV. 4) in quanto per 8 corsi sono stati riferiti i dati degli iscritti a ciascun modulo e non dei richiedenti. Ugualmente è possibile rilevare come le 12 scuole sedi di corso si siano attenute a due diverse impostazioni:

 

·        in 6 sedi, si è scelto di garantire l’attivazione di tutti 14 i moduli prevedendo i passaggi tra un corso e l’altro e utilizzando tutte le risorse disponibili per le attività d’aula

·        6 sedi non hanno attivato da 1 a 4 moduli.

 

Andando a verificare quali sono i moduli meno gettonati traviamo che il minor “gradimento” si è concentrato sui numeri 8 e 12. E' stato rilevato anche come non sia stato dato opportuno spazio con un ulteriore modulo tecnico a

-          uso dello scanner per l'acquisizione delle immagini e il riconoscimento ottico dei caratteri

-          uso della macchina fotografica digitale

-          archiviazione delle immagini.

 

c) tutor individuati

 

Al momento attuale i direttori dei corsi hanno individuato complessivamente 45 tutor d’aula coprendo completamente i moduli da 1 a 7, mentre poche sono le notizie per quelli successivi che appaiono più problematici per il tipo di competenze richieste, più attinenti ad aspetti di tipo tecnico-didattico che informatico (TAV. 5).

 

I tutor individuati seguono da 1 a 5 corsi ciascuno occupandosi in genere di 3-4 moduli su 7 e solo 2 delle 12 sedi di corso (5 corsi) hanno scelto di affidare ad uno stesso conduttore d’aula tutti e 7 i moduli. A questo proposito si può vedere (TAV. 6) come sia sostanzialmente diverso il numero di tutor nominati da ogni direttore di corso anche a parità di numero di corsi, infatti si va da 1 a 9 conduttori per sede. Andrebbero analizzate le ragioni di scelte così differenziate e successivamente verificata l'efficacia di ciascuna. Va infine annotato che negli istituti di 2° grado spesso il tutor è affiancato durante le lezioni da un assistente tecnico.

Il gruppo di coordinamento provinciale[1] ha provveduto ad organizzare attività di assistenza e supporto per i tutors dei corsi A attraverso:

1-     le attività di formazione di cui alla nota prot.1885/F8 del 20.02.03 della D.R. di cui si allega programma e calendario (ALL. 1)

2-     predisponendo un forum di servizio quale spazio di incontro e scambio on line all'indirizzo www.scponline.dellalucia.feltre.it, gestito e coordinato dal prof. Martellotta Massimo dell' IPAA di Feltre, riservato ai tutors ma aperto anche ai direttori dei corsi A e ai counselors di scuola.

 

Le due iniziative hanno riscosso apprezzamento, ma non sono riuscite a coinvolgere la totalità dei tutor perché forse si è ancora all'inizio di un percorso di riconoscimento del valore e del tornaconto per ciascuno di un lavoro di cooperazione tra le professionalità che il territorio esprime.

 



[1] Sulla base dei nominativi segnalati alle 5 Aggregazioni di scuole presenti nella provincia è stato costituito un gruppo di coordinamento costituito da

 

Sandra Molinaro

Dirigente Scolastico comandato c/o CSA di Belluno

Daniela Del Pizzol

Funzionario CSA di Belluno

Andrea Serafini

Preside Incaricato IC di Alleghe

Enrico Lacedelli

Docente IC di Cortina d’Ampezzo

Lorenzo Contin

Docente IS “Fermi” di Pieve di Cadore

Carmelo Correnti

Docente ITC “Calvi” di Belluno

Luigino Calvi

Docente ITI “Negrelli” di Feltre

Giuseppe Caula

Docente ITI “Segato” di Belluno

Francesco Foti

Docente CTP c/o SM “Nievo” di Belluno

Massimo Martellotta

Docente IPSIA “Della Lucia” di Feltre

Giancarlo Navarra

Docente IC di Santa Giustina

con gli obiettivi di formulare proposte sulle azioni da intraprendere in base al progetto di settore della task-force Regionale,  fornire coordinare e promuovere azioni organizzative di supporto alle Istituzioni scolastiche vista la complessità del Piano così come proposto, fornire supporto alle necessarie azioni di monitoraggio.

Esiste poi un gruppo operativo ristretto di cui fanno parte il referente provinciale, Sandra Molinaro, il referente amministrativo del CSA, Daniela Del Pizzol, e il docente Fabio Prade dell'I.S. "Fermi" di Pieve di Cadore, che collabora per 8 ore alla settimana con il CSA su concessione dell'Istituto stesso.