Il nome rievoca
favole di un tempo: “…nel Bosco Nero, regno di lupi, orsi e
briganti , si aggirava una piccola pastorella vestita di rosso…”
beh, potreste voi stessi continuare la storia! In effetti l’itinerario
attraversa luoghi incantati come le secche mughete dei ghiaioni,
le malghe abbandonate oppure le rupi selvagge dalle quali scendono
allegri torrentelli. Gli antichi boschi conservano ancora i
luoghi dove i montanari producevano il carbone dalla legna e
continuano a proteggere cervi e caprioli; con un po’ di attenzione
potreste facilmente scorgere i segni del loro passaggio. Se
poi un fragoroso battito d’ali vi facesse improvvisamente trasalire,
non vi impaurite; è solo un nero e lucente gallo forcello, dalla
strana coda a lira, che si è spaventato al vostro arrivo! Guardando
in su, verso le imponenti pareti di dolomia del Sasso di Bosconero,
della Toanella, della frastagliata cresta degli Sfornioi, potreste
scorgere qualche branco di camosci intento a saltare da un sasso
all’altro e non vi sarà difficile, allora, immaginare gli arditi
duelli che un tempo, questi fantastici animali ebbero con non
meno abili, ma forse più spietati, cacciatori. Arrivati al rifugio
Casera Bosconero sarà invece l’ospitalità del gestore e la serenità
del luogo a stupirvi ancor di più. Andate al Bosconero, tornerete
migliori.
Fotografie
Rifugio Bosconero e Baita Da Re Copada...